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CAMBIAMENTO

Questa tipologia di viaggiatore sta affrontando un’importante fase di cambiamento e di scelta: il viaggio diventa un momento di riflessione interna e confronto con parti di . Rientrano in questa categoria anche tutti i pellegrinaggi ed i cammini spirituali. I momenti di cambiamento sono momenti delicati delle nostre vite, accoglierli è il modo migliore per non sentirsi fuori posto ed incompresi. Se sei in questa fase della tua vita è importante, prima di intraprendere il viaggio, confrontarti con qualcuno e mettere fuoco i tuoi obiettivi. Cosa voglio ottenere dal viaggio? Come posso raggiungerlo?

IL TUO FILM CONSIGLIATO
Una storia vera
, (A True Story – 1999 – David Lynch) – un anziano signore americano pensionato e ormai annoiato decide di partire su un trattore per arrivare dal fratello malato che non vede da molto tempo. 

Mi chiamo Alvin, ho 73 anni e ho deciso che lo faccio, perché non si è mai troppo vecchi per rimediare alle cose che non abbiamo fatto prima! Non vedo mio fratello da anni ed ora, che ha avuto un infarto, sento che è il momento per chiedergli scusa! Parto su un tosa erba, non mi spaventano i 400km, è il momento del cambiamento!

RITO DI PASSAGGIO

A tutti capita, in alcuni momenti cruciali della propria vita, il bisogno forte di mettersi in gioco e cercare di rispondere alla fatidica domanda: chi sono io? come posso fare per esprimere veramente me stesso? In questo caso il viaggiatore desidera provare quanto può spingersi oltre. Questo desiderio risponde all’esigenza dei tradizionali riti di passaggio –venuti meno– come prova verso se stessi per autovalidarsi. Spesso questa necessità arriva in momenti in cui abbiamo concluso un percorso (di studi o di lavoro) e dovremmo intraprenderne un altro, ma non sappiamo quale. Nelle società tribali si diventa adulti superando una prova che dimostra chi si è, al suo superamento tutta la società riconosce la nuova identità e festeggia l’ingresso di un nuovo adulto in comunità. Se ciò viene meno dobbiamo trovare un modo nostro per spiegare al mondo chi siamo e cosa vogliamo.

IL TUO FILM CONSIGLIATO
I diari della motocicletta (Diarios de motocicleta – 2004 – Walter Salle):
a 23 anni egli non è sicuro di seguire la carriera universitaria e decide di partire per cercarsi.

Mi chiamo Ernesto, ho 23 anni, laureando in medicina, ma in realtà non so cosa voglio fare. Non so ancora quale sarà il mio cammino. È attraverso questo viaggio che voglio capirlo, 8000 km in 4 mesi attraverso tutta l’America Latina. Solo alla fine, forse, scoprirò la mia strada.

ROTTURA INTERNA

Ti capita di non sentirti parte di questo mondo? di non condividere molte delle azioni che le persone accanto a te considerano “normali”? Ti capita di pensare “io qui non c’entro nulla” come pensava Chris, e di chiederti: “qual’è il mio posto?” Se la risposta è sì allora forse stai attraversando un momento di rottura verso tutto ciò che ti circonda, magari non sai nemmeno bene spiegare perché o perché proprio adesso, ma non ti riconosci più in molte cose. Tranquillo, il tuo posto esiste, devi solo trovarlo.

Il viaggiatore che parte con questo stimolo subisce una rottura interna (perché è qualcosa che non viene da fuori ma che nasce da bisogni interni) legata ad un proprio modo di pensare o di vedere il mondo. La conseguenza è una rottura su altri fronti della propria vita, che spingono a viaggiare per ritrovare un nuovo se stesso.

Into the Wild (Sean Penn 2007): finiti gli studi, il protagonista non è sicuro di entrare appieno nella società americana così tanto da lui criticata; tramite un viaggio cerca di trovare il suo posto nel mondo.

Sono Chris, ho 25 anni. Mi sono laureato ma l’ho fatto solo per far felice i miei. In realtà voglio rompere con tutto questo. La società dalla staccionata bianca non mi rappresenta. Cerco qualcosa d’altro e soprattutto voglio mettermi alla prova: niente compagni di viaggio, niente comodità, niente soldi, solo io e la natura selvaggia. La foresta d’Alaska mi riporterà a me stesso, da solo troverò chi sono.

ROTTURA ESTERNA

Spesso la sensazione del “non ho niente da perdere” ci fa fare cose straordinarie. Spesso sentiamo che è il momento, non sappiamo nemmeno bene spiegare perché. Questo è esattamente ciò che successe a Robyn. La vita ci mette spesso davanti a momenti difficili e a grandi prove da superare, e ad un certo punto le superiamo perché abbiamo capito che ad evitarle, non cambia nulla.

Una prova per sconfiggere i nostri demoni può essere un viaggio. In questo caso, la rottura da una propria situazione di equilibrio avviene per cause esterne, tipicamente lutti o eventi traumatici, rotture sentimentali. Il soggetto è spinto a partire per cercare un nuovo equilibrio.

 

Tracks – Robyn Davidson (2013 – John Curran): una ragazza attraversa il deserto australiano per ritrovare se stessa dopo la morte della madre.

Mi chiamo Robyn. C’era un equilibrio prima, ora si è rotto. Qualcosa mi è stato portato via. Mia madre si è suicidata quando avevo 11 anni. Ora ho 27 anni, sento che adesso è il momento, quasi tremila chilometri in mezzo al deserto australiano, da sola. Voglio confrontarmi con le mie paure, voglio capire se ce la posso fare anche se tutti mi dicono che sono pazza, che è impossibile. Quando mi chiedono perché lo faccio, io rispondo: perché no?

CURIOSITA’ E RICERCA DI NUOVI STIMOLI

Magari va tutto bene, magari non cambieresti mai la tua vita, ma c’è quel senso di insoddisfazione, di noia, latente, che ogni tanto bussa. Come successe ad Hector, lui non avrebbe mai cambiato la sua vita, ma la sua vita non poteva continuare così. Aveva bisogno di spunti, di nuovi stimoli, di una ventata di aria fresca e così è partito per la sua grande avventura. La partenza, anche se incute un po di timore potrebbe davvero sorprenderti nei risultati finali!

Questo tipo di cliente/viaggiatore vuole partire per provare nuove esperienze sia in campo professionale sia personale, scoprire un nuovo modo di vedere il mondo attraverso l’apertura verso l’ignoto.

Hector e la Ricerca della Felicità (2014 – Peter Chelsom): la vita per Hector è scontata e noiosa, per questo parte per mettersi alla prova e trovare nuovi stimoli.

Piacere, Hector. Ho 47 anni. Sono uno psichiatra di successo, ma ho perso la strada. Fin’ora ho passato la vita ad ascoltare persone che non sono felici. Un giorno mi sono chiesto: cos’è la felicità per me? E la risposta è stata che non lo sapevo più nemmeno io. L’unico modo è stato andarla a cercare. Cina, Africa, Stati Uniti. Lungo la strada ho scoperto che ciò che cerchiamo non è poi così distante e che più che della ricerca della felicità, dovremmo occuparci della felicità della ricerca.

Ora che hai messo a fuoco la tua motivazione profonda al viaggio puoi intraprendere un percorso di Travel cCounseling.

Ti può servire a:

  • arricchire il tuo prossimo viaggio con nuovi strumenti di crescita personale
  • leggere in chiave diversa i tuoi viaggi precedenti